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Le vittime di reati sono spesso considerate numeri e, lo sono ancor di più, quelli legati ai reati violenti  e alla criminalità diffusa, in una escalation che aumenta giorno per giorno.                                                          Ci sono le donne vittime di compagni, anziani rapinati e uccisi, cittadini aggrediti e scippati.

Per questo i familiari o le stesse vittime hanno deciso di unirsi per chiedere giustizia e certezza della pena  nell’Unione Nazionale Vittime, presentata alla Camera dei Deputati.

Lo scorso 11 e 12 maggio alcune delle vittime di reati violenti,  accompagnate dai loro rappresentanti: Gigliola Bono, Fabio Misuri, Federica Pagani Raccagni e Paola Radaelli, sono state ricevuti dal Ministro Orlando e da alcuni parlamentari, per sottoporre alla loro attenzione la situazione di abbandono in cui versano attualmente le vittime di reati violenti e per chiedere precise modifiche al testo del disegno di legge già approvato dalla Camera. In un nota congiunta Bono, Misuri, Pagani Raccagni e Radaelli, sottolineano la situazione particolarmente drammatica per le vittime e i loro familiari che si vedono costretti a sostenere in ambito giudiziario, medico e psicologico una battaglia su più fronti che erode e, talvolta annienta, il patrimonio familiare sia dal punto di vista economico sia psichico.

Nella loro nota precisano che la Commissione Europea, in passato, ha deferito l’Italia  alla Corte di Giustizia  dell’UE per attivazione inadeguata delle norme europee in maniera di indennizzo di reato come cita la direttiva 2004/80/CE.

La proposta, redatta con la collaborazione dell’Avvocato Massimo Proietti, è stata consegnata al Ministro Orlando, grande attenzione anche da  parte del Senatore Giovanni Mauro, Raffaele Volpi e Gianluca Rossi.

Oggi 17 maggio, presso il Ministero della Giustizia è previsto il primo incontro per impostare la revisione della normativa attuale e mettere le basi per la piena attuazione della direttiva che prevede oltre all’indennizzo economico una serie di presidi, previsti in tutta Italia, dal punto di vista sociale, medico e psicologico.