Articoli

Delfini e balene parlano in dialetto

La biologa Susanne Shultz, dell’ Università britannica di Manchester, ha realizzato uno studio sull’intelligenza dei cetacei che l’ha portata a una importante scoperta.

Agli scienziati è noto da tempo che delfini e balene vivono in piccoli gruppi socialmente organizzati: la scoperta della Shultz ha messo in evidenza  che tra  loro, i cetacei,  stringono relazioni complesse e usano linguaggi diversi a seconda del loro “clan” di appartenenza (come i dialetti degli esseri umani). La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Ecology & Evolution, potrebbe aiutare a comprendere anche il comportamento umano. Infatti, lo studio condotto all’Università di Manchester  non riguarda solo l’intelligenza di balene e delfini, ma va oltre: “Dobbiamo capire che cosa rende gli esseri umani diversi dagli altri animali e per farlo abbiamo bisogno di un gruppo di controllo: rispetto ai primati i cetacei sono un gruppo più ‘alieno’”, sottolinea uno degli autori, Michael Muthukrishna, della Scuola di economia e scienze politiche di Londra. Come riporta l’Ansa, i ricercatori britannici, studiando il comportamento di 90 specie di delfini, balene e focene, sono riusciti a stilare un lungo elenco di comportamenti simili a quelli dell’uomo e di altri primati.

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Profili Siti e Monumenti

Il Duomo di Monreale

Monreale è una città in cui convivono influenze islamiche, bizantine, romaniche e barocche, voluta da Guglielmo II, sorse  nel dodicesimo secolo, nei pressi di Bulchar, un centro agricolo musulmano posto all’interno di una zona di caccia dei normanni. Il simbolo della città è il duomo medievale, edificato tra il 1166 e il 1178 a completamento del palazzo reale e del palazzo Arcivescovile, dopo Santa Sofia, a Istanbul,  è la più vasta opera musiva bizantina che esiste al mondo.
L’esterno della chiesa è dominato da due massicce torri e si apre con un maestoso portale in bronzo.    La pianta della chiesa è a tre navate che terminano nelle tre absidi in fondo. Secondo i canoni della teologia Orientale: l’ingresso (dove siete adesso) è ad Ovest, l’Abside col Presbiterio e l’altare ad Est. Il significato è semplice, si entra dal mondo delle tenebre, del peccato, da dove tramonta il giorno  e si va verso la Luce, dove Gesù Pantocratore ci accoglie come “un sole  che sorge dall’alto”.

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Viaggi

Alla spiaggia dello Zingaro lo scettro di più bella d’Italia

“Questo posto è magnifico. Il blu del mare cristallino e il verde della vegetazione in contrasto sono stupendi. Gli scogli sono favolosi e il cielo azzurro si rispecchia nel mare. Guardando le rocce,un tuffo lo farei! Le tonnare rendono il paesaggio più storico. Per una vacanza nella tranquillità assoluta è perfetto.”

( Sofia Graziano, 11 anni – Scuola Media V. Cardarelli – Roma )

La Sicilia in testa tra le 15 spiagge più belle d’Italia del 2017 secondo Skyscanner, sito leader mondiale nella ricerca viaggi che ogni anno stila una classifica delle migliori spiagge italiane, prendendo in considerazione diversi fattori, fra cui la pulizia delle spiagge, lo stato delle acque, l’unicità del paesaggio circostante e, non ultimo anche i suggerimenti dei viaggiatori che utilizzano il sito. Al primo posto la spiaggia della Riserva dello Zingaro mentre al quarto posto spicca la spiaggia del Plemmirio, a Siracusa. La Riserva Naturale dello Zingaro, la prima riserva naturale della Sicilia, dispone di un tratto di costa sostenuto da montagne ripide e si estende su una superficie di 4.076 ettari, 7 km di litorale ed un altezza massima di 916 metri; essa è stata il catalizzatore per più di 25 altri parchi e aree protette in Sicilia.

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Salute & Benessere

Cum grano salis

Oggi il sale è considerato condimento essenziale nelle cucine di tutto il mondo, reperibile ed economico, al supermercato si possono trovare pacchi di sale da 1 kg anche a 20 centesimi, ma non va dimenticato che in passato il sale era un prodotto raro e costoso, un bene di lusso, per via della sua difficile estrazione. Il sale era uno dei prodotti maggiormente contrabbandati, almeno fino all’Ottocento, soprattutto in quelle zone lontane dalle saline o dalle miniere di sale, in cui questo prodotto arrivava raramente e a prezzi esosi, maggiorato dai costi di trasporto. Basti pensare che il termine stesso “salario”, inteso come pagamento, deriva dall’antico uso del sale come moneta di scambio. Negli ultimi anni l’offerta di sale sta cambiando anche per qualità e ci si trova di fronte ad una sempre maggiore varietà di sali: il sale comune italiano, il sale marino bianco, è stato affiancato dai diversi sali del mondo, il sale rosa dell’Himalaya, il sale grigio bretone, il sale rosso hawaiano, il sale affumicato norvegese, il sale blu iraniano e così via, dando origine ad un mercato del sale impensabile fino al decennio scorso ed a possibilità ed abbinamenti gastronomici infiniti.

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Salute & Benessere

Mille sfumature di silenzio

Silenzio. Mi sorprende quanto questa parola sia utilizzata e tutti i ruoli che essa assume.

Silenzio. Quasi non ho mai afferrato il vero significato. Il suo senso più profondo. Nelle nostre giornate, nella nostra quotidianità, capitano brevi momenti di assenza di suoni e rumori, difficilmente di silenzi. Quasi che il silenzio appartenga ad asceti ed eremiti. L’assenza di suoni non è silenzio: riempiamo quei vuoti con parole e monologhi nella nostra mente, quasi a farci da schermo, un muro che non ci faccia vedere le nostre paure e i nostri bisogni.

Del silenzio abbiamo paura, il silenzio ci mette a nudo: l’oceano del silenzio scorre lento, senza centro nè principio e illumina i pensieri più neri, come dice Franco Battiato. Ci sono silenzi in cui ci nascondiamo, per paura di scoprirci e di farci scoprire, silenzi per capire e silenzi fatti di indifferenza. Silenzi che che fanno male al cuore perchè fatti di tutte le parole non dette.

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Articoli Report

Social media e libertà di pensiero

Alla luce di quanto sta avvenendo in questa fase sulle piattaforme social e del dibattito che ne è scaturito, penso sia necessario riportare un estratto dell’ articolo pubblicato sul volume miscellaneo “Giornalismo è Cultura”, dell’amico Alessandro Sansoni (OdG Campania)
ORDINE DEI GIORNALISTI, SOCIAL, FAKE NEWS
Da molti anni si è acceso il dibattito se l’Ordine dei Giornalisti sia ancora un’istituzione utile, in particolar modo nell’epoca dei nuovi media e dell’emergere di nuove modalità di fare informazione, come il cosiddetto citizen journalism ad esempio.
In realtà è vero l’esatto contrario: mai come in questa fase l’esistenza di un ente di diritto pubblico, che certifica chi è davvero giornalista e chi no e a quali regole debba attenersi l’operatore dell’informazione, sulla base di una deontologia professionale, è di estrema attualità.
E’ noto infatti che proprio la diffusione dell’uso del web e dei social network ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della rapida ed abnorme diffusione di fake news e di linguaggi sempre più aggressivi, per non parlare dell’uso diffamatorio che è possibile fare di queste piattaforme, fino ad odiose forme di cyber bullismo.
Dopo una prima fase di estrema tolleranza, le grandi corporation del web hanno cominciato a dotarsi di codici etici e di forme di regolamentazione dei contenuti pubblicabili. Il risultato è stato che oggi Facebook, Twitter, Instagram eccetera, esercitano forme di censura piuttosto brutali e immediate, che hanno colpito anche testate regolarmente registrate e non solo blog, mentre cominciano a nascere aziende che si occupano espressamente di Fact–checking e di qualità dei contenuti, spesso particolarmente attente al tipo di opinioni espresse negli articoli pubblicati in rete, che si arrogano il diritto di certificare come “affidabile” o meno un determinato sito.
Insomma si è passati da un estremo all’altro. La questione è tutt’altro che secondaria e ha risvolti che sconfinano in un ambito di diritto costituzionale, in particolare per quanto attiene alla libertà di espressione, sancita dall’Articolo 21 della nostra Carta fondamentale, e più in generale nell’ordinamento normativo che tutela la libertà di stampa nel nostro paese.
Assodato, infatti, che oramai i principali social network sono da considerare le più grandi piattaforme editoriali della storia dell’umanità (dotate peraltro di una pervasività nel mercato dell’informazione senza precedenti):
– è plausibile che esse siano regolate sulla base delle norme del diritto civile, quasi fossero normali imprese private?
– è plausibile che l’ammissibilità o meno della pubblicazione di un dato contenuto sia sancita sulla base di un codice etico stabilito dal consiglio di amministrazione di una società privata, avente peraltro sede legale in un paese straniero?
è plausibile che la censura su un contenuto, magari prodotto dalla redazione di una testata regolarmente registrata, sia effettuata repentinamente e senza possibilità di contraddittorio, sulla base di quello stesso codice etico e di segnalazioni, più o meno anonime, di altri utenti, verificate da un algoritmo in grado di riconoscere certe parole (o immagini) considerate censurabili?
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Donne Profili

La donna secondo Coco

Il 10 gennaio del 1971 all’Hotel Ritz di Parigi moriva a 87 anni  Coco Chanel, senza nessun dubbio, la  più grande icona della moda, donna straordinaria e rivoluzionaria che cambia per sempre la concezione del corpo femminile.

La storia di Gabrielle Bonheur Chanel  inizia a Saumuril 19 agosto 1883: un’infanzia sfortunata segnata dalla prematura morte della madre, dall’abbandono da parte del padre Henri-Albert Chanel,  venditore ambulante e dagli anni in affidamento alle suore del Sacro Cuore, a Aubazine, insieme alle sorelle Julia-Berthe e Antoinette.

Coco impara ben presto  a badare a se stessa o non sarebbe sopravvissuta: cresciuta da sola, giocava nel cimitero e si cuciva da sola le bambole di pezza. Avere vissuto in condizioni estreme le ha dato quella forza che poi l’ha sostenuta in tutta la sua vita.

 In nome di un futuro migliore, a diciotto anni Coco, insieme alla sorella Ninette, lascia il convento e  inizia a lavorare come commessa nel negozio di biancheria e maglieria Maison Grampayre, a Mulins, dove approfondisce le nozioni di cucito apprese dalle suore.

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