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A Palermo il Teatro Massimo diventa teatro di posa

Il Teatro Massimo a Palermo possiede una delle migliori casse armoniche al mondo ed è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia, il terzo in Europa dopo l’Opera Nazionale di Parigi e lo Staatsoper di Vienna ed è il quinto teatro al mondo.

Edificato tra il 1875 ed il 1891 su progetto dell’architetto GiovanBattista Filippo Basile e portato a compimento dal figlio Ernesto Basile, di stile neo classico monumentale con richiamo di colonnato e timpano al classicismo romano e greco degli antichi templi, si estende in una superficie di  7730 metri quadrati , la sala ha un’area di 450 mq e la capienza ufficiale è di 1381 posti ma potrebbe contenere fino a 3200 posti. Ai lati dello scalone vi sono due gruppi bronzei: a sinistra “La Lirica” dello scultore Mario Rutelli, a destra “La Tragedia” dello scultore Benedetto Civiletti.

 

La volta della sala è stata disegnata dai pittori Rocco Lentini, Ettore De Maria Bergler, Michele Cortigiani, Luigi Di Giovanni; il palco reale da Francesco Padovano mentre il sipario fu dipinto da Giuseppe Sciuti e ritrae la scena di re Ruggero che si avvia all’incoronazione.

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“Ritratto d’ignoto, un artista chiamato Banksy” – la mostra a Palermo

Dalla collaborazione fra Fondazione Sant’Elia, Metamorfosi e Fondazione Pietro Barbaro si inaugura a a Palermo il 7 ottobre “Ritratto d’ignoto, un artista chiamato Banksy”, la prima mostra siciliana interamente dedicata al misterioso artista inglese che, con la sua presenza/assenza, le sue azioni comunicative anonime, che invadono gli spazi pubblici, e i messaggi delle sue opere seriali, ha segnato l’arte di questi primi decenni del XXI secolo. Le sue opere hanno fatto la loro comparsa nell’ambito della street art alla fine degli anni 90 del secolo scorso quando, sulla scena mondiale, sono iniziate le manifestazioni e proteste no global a Seattle nel 1999 e a Genova nel 2001. Il collegamento con questi movimenti è evidente non solo nella coincidenza temporale ma anche nei contenuti che rendono la sua arte un soggetto politico di protesta. La matrice artistica è quella dell’arte concettuale degli anni 70 e delle serigrafie di Andy Warhol che hanno messo in discussione l’unicità dell’opera rompendo la mediazione fra arte e mercato.

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