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A tavola con Ambrogio

Parte il socialformat “Atavolaconambrogio”

A tavola con Ambrogio è un socialformat: i due termini si riuniscono per uno storytelling aperto a tutti in cui food, wine e travelling, rappresentano il fil rouge di questo progetto e la naïveté è la sua anima.  Siamo Paola (Idilla Carella) e Paola (Radaelli) amiche, colleghe e socie, già fortemente rodate con UNAVI Unione Nazionale Vittime (www.unaviunionenazionalevittime.it).Attraversando l’Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest, incontriamo ristoratori, aziende e artigiani della eccellenza italiana in un tempo in cui la parola sociale è accompagnata dal sostantivo distanziamento e l’uso dei social media diventa il driver per una nuova condivisione di progetti, sentimenti ed emozioni. Produrre contenuti è oggi una delle tecniche di marketing ritenute più efficaci e a maggior valore aggiunto per le aziende, che distribuendoli attraverso web e social accrescono la propria visibilitàacquisiscono contatti di clienti potenziali e fidelizzano quelli già acquisiti.

Le case history dei clienti sono un efficace strumento di marketing: le storie di successo legate ad un prodotto, ad un servizio o ad un’azienda vengono presentate al pubblico per mostrare quanto efficace sia stata la soluzione proposta.  Attenzione però allo storytelling, necessario per dare respiro alla case history e che fa da impianto al socialformat.

 Il video rappresenta  il format di contenuto che vanta i più elevati tassi di engagement: sono più le persone che guardano video di quelli che leggono testi, e quando si tratta di prodotti il numero di utenti che preferisce guardare un video è 4 volte più elevato rispetto a chi vuole leggere un testo che lo descrive.

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Salute & Benessere

Come curarsi mangiando

 

 

Immunonutrizione è un termine che indica un nuovo modo di guardare all’efficacia degli alimenti, mediante una dieta ben precisa, a quelli che sono i problemi legati al sistema immunitario ed anche al nostro intestino, il quale gioca un ruolo molto importante nella nostra salute.

Perché  la salute intestinale influenza molto la salute del nostro sistema immunitario?  Un intestino che è infiammato, che viene mal incentivato dalle pratiche alimentari, fa sì che alcune componenti tossiche o negative per il nostro organismo, anziché essere eliminate, vadano in circolo e creino danni, molto spesso di natura immunitaria. Il nostro intestino è costituito da cellule messe l’una accanto all’altra che fanno da barriera regolando l’equilibrio fra l’ingresso di nutrienti vitali e quelli che non devono entrare nel flusso sanguigno. Quando il nostro organismo riconosce queste particelle estranee nel circolo sanguigno, viene chiamato in causa il fegato per cercare di detossificare il sangue dalle tossine estranee, ma spesso non è in grado di compiere tutto questo lavoro da solo, per cui si attiva il sistema immunitario, causando l’insorgenza di infiammazione cronica, tramite la liberazione di anticorpi che combattono contro queste sostanze (come la caseina del latte, proteine dell’uovo e dei cereali che prima venivano tollerati dall’organismo) e di citochine infiammatorie.

L’infiammazione cronica è alla base della maggior parte delle malattie infiammatorie intestinali,  celiachia, cancro esofageo e colon-rettale, allergie, infezioni respiratorie, artrite, malattie metaboliche legate all’obesità (steatosi epatica, diabete di tipo II, malattie cardiache), malattie autoimmuni, morbo di Parkinson, sindrome da stanchezza cronica,  obesità.

Quali sono le pratiche da adottare per trattare bene, innanzitutto, il nostro intestino, e quindi il sistema immunitario? Alcuni nutrienti contenuti negli alimenti che porti in tavola svolgono infatti un’azione stimolante e protettiva del sistema immunitario, permettendoti di alzare le difese contro gli attacchi esterni. In base alle scelte alimentari che facciamo, possiamo dare maggiore o minore protezione al nostro organismo in merito all’insorgere di malattie dell’apparato cardiovascolare o neoplasie.  Inizialmente si sono cercati alimenti e nutrienti che stimolassero le difese immunitarie durante il decorso post operatorio. Poi, vista la validità di un supporto nutrizionale idoneo a stimolare le difese immunitarie, i medici hanno creato delle diete arricchite con nutrienti dotati di azione immunomodulante ed antinfiammatoria.

Oltre a scegliere i cibi giusti bisogna fare attenzione anche agli abbinamenti: bisogna, ad esempio evitare di abbinare il latte con frutta, cioccolato oppure tè. Inoltre è importante preferire il consumo di verdura fresca, sfruttare tutti i benefici dei probiotici, i cosiddetti “batteri buoni” contenuti nel latte e nei suoi derivati, che aiutano l’intestino e riescono a combattere il colesterolo. Quindi cibi naturalmente protettivi come il pesce azzurro e l’olio extravergine di oliva che contengono Omega 3. In merito, invece, agli alimenti molto calorici, zuccheri e grassi producono una risposta immunitaria che può durare fino ad 8 ore dal pasto e che può essere contrastata solo con l’assunzione di cibi o bevande di origine vegetale, così da ridurre lo stress a cui è sottoposto l’organismo. Grazie all’immunonutrizione si è potuto constatare che, a costituire un rischio per cuore, cancro e diabete, è più la percentuale di massa grassa che non l’eccesso di peso. Anche in merito a allergie, intolleranze alimentari e celiachia bisogna eliminare fin dall’infanzia quei cibi che sviluppano nel nostro organismo delle reazioni immunitarie avverse. Questi tipi di intolleranze sono purtroppo in crescita a causa di patologie legate a glutine e nichel e che possono essere contrastate con i probiotici che, oltre ad aiutare l’intestino e le alterazioni immunitarie dovute all’invecchiamento e all’obesità, prevengono e migliorano le allergie.

Tra gli alimenti che hanno proprietà curative troviamo anche aglio e cipolla, oltre ad alcune spezie che rinforzano le difese immunitarie. L’ aglio per esempio è un ottimo alimento conosciuto per le sue proprietà antiossidanti e le sue capacità di abbassare la pressione sanguigna e combattere le infezioni. Anche la cipolla può essere utilizzata per le sue proprietà antinfiammatorie: la sua assunzione è consigliata soprattutto per curare e prevenire raffreddore, influenza e mal di gola. Potete per esempio preparare una tisana con la buccia della cipolla, portando ad ebollizione l’acqua e spegnete il fuoco. A questo punto potete aggiungere le bucce di cipolla e lasciarle in infusione per 15 minuti. Una volta tiepido filtrate l’infuso e aggiungete un cucchiaino di miele per contrastare il gusto amarognolo. Per i malanni autunnali è ideale anche lo zenzero, utile per curare tosse, raffreddore e influenza. Ottimo sia per condire insalate ma anche utilizzato in una tisana, è conosciuto anche per le sue proprietà anti cancro.
Anche alcune spezie hanno proprietà curative: la curcuma per esempio è utile per curare infezioni batteriche grazie alle sue proprietà anti infiammatorie e anti batteriche. Con la cannella e il peperoncino invece, potrete creare uno sciroppo fai da te per rafforzare il sistema immunitario o per curare i malanni di stagione: tritate uno spicchio d’aglio e unitelo a due cucchiai di zenzero in polvere e a mezzi cucchiaio peperoncino in polvere, a un cucchiaio abbondante di cannella e un cucchiaino di succo di limone. Miscelate il tutto e aggiungete due cucchiai di miele sciolto a bagno maria; dopodiché lasciate riposare lo sciroppo per tre ore prima di riporlo in frigo. Anche il tè verde è un ottimo alleato per la nostra salute: bevendo una tazza di tè al giorno riuscirete anche a aumentare le difese immunitarie e a trarre beneficio dall’effetto antiossidante.

Le 10 regole di base suggerite dall’immunonutrizione:

  • Addio al cibo spazzatura: che il cibo spazzatura faccia male al nostro corpo e ci faccia ingrassare non si tratta certo di una novità. Quello che l’immunonutrizione ha scoperto è che il nostro sistema immunitario viene indebolito dall’assunzione di cibi spazzatura a tal punto da rendere la sua risposta agli agenti patogeni compromessa: questo rende l’organismo più esposto a malattie cardiovascolari o ad alcune forme di cancro.
  • Più frutta e verdure: un’alimentazione a base vegetale è il punto di partenza fondamentale da cui partire per curarsi con il cibo: l’immunoterapia sottolinea come incrementare l’assunzione di frutta e verdura sia un passaggio fondamentale per migliorare la salute e la risposta immunitaria.
  • Curare la cottura: non tutte le cotture sono uguali. Le cotture prolungate o a temperature molto elevate possono danneggiare i cibi e privarli delle proprietà benefiche e dei principi attivi di cui sono dotate. Meglio consumare, dove possibili, i cibi crudi per conservare intatti i benefici dei cibi.
  • Controllare i grassi: i grassi “giusti” sono i grassi insaturi, gli Omega 3, che sono utili per contrastrare le malattie cardiache e diversi altri disturbi che possono colpire l’organismo. si tratta di grassi contenuti nella frutta secca, nel pesce azzurro e nell’olio d’oliva in grandi quantità.
  • Variare la dieta: seguire sempre lo stesso menù, anche qualora questo comprenda solo frutta e verdure, non fa bene alla salute. E’ necessario avere una dieta varia, che comprenda diverse tipologie di alimenti allo scopo di attivare tutti gli enzimi possibili e indispensabili per la corretta salute dell’organismo.
  • Seguire un’alimentazione equilibrata e con attività fisica: mai saltare i pasti, sempre fare colazione e assumere almeno 5 spuntini al giorno. E’ necessario anche unire dell’attività fisica per potenziare il sistema immunitario e curare la salute del corpo.
  • Ridurre il consumo di zucchero e sale: meglio utilizzare altri dolcificanti naturali, come il miele, e sostituire il sale con spezie, erbe aromatiche, soia o altro.
  • Assumere meno carne ma di qualità superiore: le carni di bassa qualità contengono ormoni, che influiscono negativamente sul nostro sistema immunitario e ne compromettono la salute.
  • Controllate l’indice glicemico dei cibi: inserite fibre e carboidrati di qualità. Usate farine integrali per abbassare l’indice glicemico dei piatti e trarre giovamento per la vostra salute.
  • Senso della misura: la varietà è un alleato per la dieta, di conseguenza è bene assumere tutto, in quantità controllate. Il senso della misura è un alleato importante per la salute del sistema immunitario.

 

 

Viaggi youbrandin'sicily

Streetfood a Palermo

Camminando per le strade e i vicoli del centro storico tra stand mediorientali e nordeuropei l’aroma della  cucina palermitana è presente e inconfondibile come il vociare della gente e il profilo arabeggiante delle chiese e dei palazzi che si snodano nel percorso arabo normanno, oggi patrimonio UNESCO. Una cultura millenaria quella della gastronomia siciliana, probabilmente la più antica d’Italia e indiscutibilmente la più varia e scenografica.

Durante il periodo in cui i greci dominavano l’isola cuochi siciliani venivano richiestiad AteneSparta e Corinto; tra i più abili in circolazione Labdaco di Siracusa e Miteco Siculo, il quale si rese autore del primo libro di cucina della storia, e Archestrato di Gela, padre dei critici dell’arte culinaria che nel suo poema Gastronomia  elenca cibi e pietanze gustati durante i suoi lunghi viaggi.

I siciliani, sia per istinto di sopravvivenza sia per atavico senso dell’ospitalità, sia per la naturale esterofilia che li accomuna, hanno assorbito non soltanto cromosomi, vocaboli, stili di vita ma, naturalmente, anche cibi che rielaboravano a ogni nuova dominazione.

Da qui una cultura gastronomica ricca, fantasiosa e raffinata come poche altre tanto da essere statainserita nel registro delle eredità immateriali, ma allo stesso tempo una cucina unitaria che i suoi artisti hanno espresso: dall’arte figurativa alla narrativa  fino ad arrivare al piccolo schermo. Grazie ad Andrea Camilleri e il suo commissario vediamo spiegata con grande semplicità l’intrinseca natura del rapporto tra il cibo e i siciliani. Montalbano rappresenta, attraverso il bisogno quotidiano di nutrirsi, sentimenti, atteggiamenti, comportamenti che di volta in volta si legano alla dimensione del mangiare: da occasione per celebrare la positiva conclusione di un’indagine all’antidoto per rimediare a un incontro spiacevole, a fatto soggettivo di gioia ed auto appagamento,  in un crescendo, che dalla semplice soddisfazione arriva all’estasi .

Un po’ più a ritroso troviamo altri esempi di epifanie legate al cibo: da Verga a Tomasi di Lampedusa a Vittorini , per citare alcuni degli esempi più popolari. Nella Sicilia post unitaria dell’immaginario verghiano il cibo rappresenta l’attaccamento dei personaggi a una natura immobile , la loro profonda autenticità e la loro capacità di accettare fino in fondo la durezza della lotta per la vita, anche a tavola.

L’autore de Il Gattopardo era un letterato, un buongustaio, un siciliano, un principe. In Tomasi di Lampedusa  il cibo assume un valore sottile, metaforico, allusivo, descrive un’epoca nella quale l’opulenza gastronomica era associata alla condizione sociale privilegiata: pranzi ricchi, elaborati e quel che più conta abbondanti, che si potevano permettere solo i nobili. Oggetti, luoghi, costumi divengono metafora di condizioni sociali e categorie dello spirito, documento e giudizio etico, sociale, estetico.

In Vittorini il cibo ha una valenza sociale e politica, l’atto del mangiare ha valore di un rito, la preparazione degli alimenti valore di creazione fantastica. Nelle sue conversazioni, oltre a rappresentare il ricordo, il cibo è essenzialmente segno di appartenenza a una comunità.

I siciliani sono, anzi siamo, veri isolani, con tutti i pregi e i difetti di chi è abituato a considerarsi lontano, separato; lo stretto di Messina viene percepito come una barriera  enorme, che ci separa dal continente. Da est a ovest, da nord a sud i siciliani si riconoscono  gli uni negli altri, fondendosi in una unica cultura, anche gastronomica.

La tradizione culinaria in Sicilia  presenta tre aspetti fondamentali: quella aristocratica ed elaborata  dei monsù francesi, quella contadina e popolare che, con maestria e creatività, rielaborava le pietanze delle ricche tavole dei nobili e quella popolare da strada  gestita anticamente dai “buffittieri”, dal francese bouffet, ma già rinomata nelle città greche.

Nei mercati storici palermitani  della Vuccirìa, di Ballarò o del Capo si passeggia mangiando perché qui siamo nel regno dello streetfood per eccellenza. Secondo Wimdu, la più grande piattaforma europea per la ricerca di appartamenti per le vacanze, il miglior streetfood in Europa si assaggia proprio nel capoluogo siciliano,  scavalcando  Helsinki, Berlino, Bristol e Madrid.

Tra le mani di persone di tutte le età e colore  cuppiteddi ( cartocci –ndr ) colmi di panelle, crocchè, stigghiola, panini ca meusa, sfincioni , arancine e polpo bollito, tutto per una manciata di pochi euro! Come diciamo noi qui “a Palermo di fame non si muore mai!”.

Dall’ avvocato all’ operaio, dal manager allo studente, in camice o giacca e cravatta, dieta o non dieta, difficilmente si potrà resistere all’ inebriante profumo  di un’arancina  appena fritta che con la sua fragrante e femminile rotondità  richiama inconsciamente  al grembo materno. Per un vero e proprio viaggio esaltante nei meandri più profondi della tradizione gastronomica da strada occorre approcciarsi scevri da pregiudizi: dallo sfinciunaro ( venditore di sfincione, un tipo di focaccia condita con salsa di pomodoro, acciughe e caciocavallo)  al venditore di frittula(avanzi di cartilagini animali fritti nello strutto) lo spregiudicato gourmet da strada farà la sua tappa obbligata dal  panellaru”. Il pane e panelle è il cibo da strada palermitano per antonomasia ( le panelle, fatte con la farina di ceci sono la variante fritta della farinata genovese).

Tra i cibi più popolari per i palermitani, che suscita passione smodata o sgomenta gli animi più sensibili, è il pani ca meusa, che i meusari propongono agli avventori con la  rituale  domanda  “a vuoli schietta o maritata? ”, riferendosi  all’aggiunta di carne nella focaccia al  formaggio,  una frase oramai celebre  che si ripete da secoli e lascia esterrefatti i turisti per la velata allusione al virgineo candore della ricotta che si “sposa” con la carne…Il cibo da strada non si esurisce qui, le nostre tavole calde offrono un altro vasto parterre di cibo da asporto, la rosticceria dolce e salata. E qui un altro universo si schiude: calzoni fritti o al forno, ravazzate al ragù, spiedini, rollò, pizzette, iris e brioche di ogni genere.

 “Per i siciliani il cibo è un vero e proprio rito, qualcosa che va oltre la semplice convivialità, ai siciliani si può togliere tutto, persino il letto, ma non “u manciari”.