Showing 3 Result(s)
Articoli

In tutta Italia si ricordano i cinquecento anni della morte di Leonardo da Vinci

500 anni dalla morte del più grande genio della storia che, proprio a Milano,  lasciò in eredità la dimostrazione più alta della sua ricerca in ambito ingegneristico, meccanico, idraulico e artistico. Giorgio Vasari, artista e storico dell’arte italiano del Cinquecento disse di lui : «volle la natura tanto favorirlo, che dovunque è rivolse il pensiero, il cervello e l’animo, mostrò tanta divinità nelle cose sue che nel dare la perfezione di prontezza, divinità, bontade, vaghezza e grazia nessun altro mai gli fu pari». Nel  1482 Leonardo lascia Firenze per raggiungere il capoluogo lombardo, città, già da allora, molto diversa dalla raffinata culla del rinascimento nella quale aveva passato la giovinezza. Le ragioni sono molteplici, tuttavia, gli storici concordano nell’affermare che Leonardo fosse molto affascinato dal ducato milanese, una delle regioni più popolose e produttive dell’epoca ma, altresì, aperta a qualsiasi tipo di novità tecnologica, soprattutto per la frequenti operazioni militari la città dispiegava. Durante il periodo rinascimentale, Milano era governata da Ludovico Il Moro che, per Leonardo, rappresentava lo sponsor ideale in grado di finanziare le sue diverse attività.

(altro…)

Arte

Manet al Palazzo Reale a Milano

 La mostra Manet e la Parigi moderna, a Milano al piano nobile di Palazzo Reale, dall’ 8 marzo fino al 2 luglio 2017, intende raccontare il percorso artistico del grande pittore francese (1832-1882) che, in poco più di due decenni di intensa attività, ha prodotto 430 dipinti, due terzi dei quali copie, schizzi, opere minori o incompiute. Un corpus in sé affatto esteso, ma in grado di rivoluzionare il concetto di arte moderna, il suo stile segna la cesura  con tutta l’arte precedente: la sua tecnica riesce a rendere freschi e vibranti i colori usati sopra la tela, rendendo le figure luminose ed estremamente moderne.
La mostra divisa in dieci sale del Palazzo Reale racconta la Parigi in fermento, i caffè, i teatri, le donne di Parigi: “Ogni artista appartiene al tempo in cui vive e deve dipingere ciò che vedevive” amava dire Manet. Il suo operato è stato spesso contestato e molti sono stati i dissidi con la critica, incapace di riconoscerne il genio, fino alla definitiva rottura con gli ambienti artistici ufficiali nel 1863.

(altro…)